Verso la nuova creazione


Desideriamo informarvi e presentarvi il nostro nuovo periodico dal titolo:


“Verso la nuova creazione”.

Gli autori rispondono

 

 

 

 

di Stefania Caterina

 

 

Carissimi lettori e lettrici,


insieme ai collaboratori di “Luci dell’Esodo”, abbiamo pensato di aprire questa rubrica, nella quale cercherò di rispondere alle domande che il libro “Oltre la Grande Barriera” ha suscitato in molti di voi, e che ci giungono da più parti.

Sono domande importanti, a mio parere, che vanno anche al di là dei contenuti del libro, ed esprimono un sincero desiderio di approfondire diversi aspetti del rapporto con Dio.

Sono consapevole dei miei limiti e del fatto che a certe domande solo Dio può rispondere nel profondo di ogni anima. Tuttavia cercherò di aiutarvi partendo dalle esperienze vissute e da quanto ho appreso in lunghi anni di cammino. Sarà anche l’occasione per approfondire i contenuti del libro, ed anche per chiarire quanto forse avrei potuto esprimere meglio.
Vi chiedo scusa in anticipo se non potrò rispondere a tutti, perchè il mio primo impegno è quello di rimanere in ascolto di Dio, attraverso una vita silenziosa e di preghiera.

Perciò raggrupperò domande simili fra loro per dare una risposta comune.

Neppure potrò rispondere alle domande di natura strettamente personale, sia perchè non mi ritengo una guida spirituale, sia perchè non mi sembra questa la sede più adatta per affrontare argomenti intimi e delicati. A tutti però assicuro la mia vicinanza nella preghiera, e la mia offerta a Dio, affinché il Signore porti a compimento in ciascuno di voi la sua opera. Chiedo la vostra preghiera perchè io sia fedele a Dio.

Spero che questo spazio sia anche l’occasione per una viva comunione nello Spirito Santo e per un’autentica comunicazione della vita tra fratelli e sorelle.
Nel ringraziarvi anticipatamente, vi affido al Signore, attraverso Maria SS., e vi abbraccio tutti in Cristo.

 

Con amore Stefania Caterina

 

 

 

<">

Gentile  Stefania Caterina,

credo di essere una di quelle anime tormentate di cui parla nel suo libro (cap. 13 IL MICROCOSMO). Ricordo che, fin dai primi anni della mia infelice vita, ho vissuto con un inspiegabile senso di paura, di ansia, di preoccupazione e angoscia profonda, che mi tormenta ancora adesso, a 50 anni. Mi sono riavvicinata alla fede da qualche anno perché dopo un lungo cammino ho capito che solo Lui può guarirmi ma, nonostante le innumerevoli grazie ricevute, non trovo pace.

La preghiera assidua, il volontariato che svolgo con profonda umiltà e gratuità, le attenzioni che mi sforzo di avere ogni giorno per gli altri (e che spesso, dietro al sorriso, mi costano tanto) non bastano. La mia anima non trova sollievo. Anche fisicamente, fin da piccola, una serie di strani disturbi, mi fanno vivere con disagio in questo mondo. Mi sono sempre sentita diversa da tutti. Per me la vita è una punizione. Anch’io, come dice nel libro, ho dei blocchi interiori e la paura è una costante nella mia vita, mi toglie l’energia. Credo di essere una di quella anime che, al concepimento, ha rifiutato Dio. Ma perché? … proprio io che lo cerco disperatamente non trovo quella pace, quella gioia, quella forza che viene promessa a tutti? E’ vero, mi confesso, solo e con fatica, in occasione della Pasqua e faccio raramente la Comunione (tra le altre “stranezze” soffro di fobia sociale;solo al pensiero di percorrere la navata della chiesa mi sento male) ma, anche in queste poche occasioni non sento nulla. Se il rimedio a questo tormento è offrirsi a Dio o alla Madonna (qual’è la differenza?) vorrei capire in che cosa consiste, all’atto pratico, questa offerta (anche l’offerta silenziosa della vita fatta a Dio dai genitori per i propri figli cosa implica?).

Cosa vuol dire, concretamente, permettere a Gesù Cristo di governare la vita di queste anime angosciate? Vuol dire trasformarsi in vittime e soffrire altre pene? Se così fosse non credo di potercela fare.

La prego, preghi per me, mi chiarisca questi dubbi. Nel caso decidessi di offrire la mia vita basterebbe recitare le preghiere di consacrazione? Spero tanto in una sua risposta e nelle sue preghiere.

Grazie  G.

 

 

Cara G., grazie per avermi scritto. Cerco di rispondere alle tue domande.

Prima di tutto offrire la propria vita a Dio non significa affatto diventare una “vittima” che attira su di sé tormenti e disgrazie. Purtroppo questa è una pessima immagine che ci siamo fatti della vita cristiana, quasi che questa sia una sorta di calvario permanente, e che il credente debba essere una specie di ricettacolo di malattie, sconfitto e rassegnato. Forse ti farà piacere sapere che è esattamente il contrario. Il Signore ci vuole risorti. Le prove che accompagnano la nostra vita sono necessarie a farci aprire gli occhi sulla nostra realtà e su quella degli altri. Le prove vanno e vengono, fino a che non ci svegliamo e cominciamo a capire che da soli non ce la facciamo. Nessuno ce la fa, e sai perché? Perché non siamo noi a vincere il male, non siamo noi i salvatori. Solo il Padre celeste ha il potere di trasformarci e renderci nuove creature e per farlo ha un sola e unica soluzione ai nostri problemi: suo Figlio Gesù Cristo. Credimi, non ci sono altre soluzioni. Allora che cosa dobbiamo fare? Mettere la nostra vita nelle mani di Gesù, attraverso Maria.Mi chiedi che differenza c’è fra offrirsi a Dio e a Maria. Noi doniamo la vita a Gesù, attraverso Maria, per mezzo di lei. Anche Maria si dona a Dio per noi e con noi e vuole unicamente portarci a Dio.

 L’offerta degli altri ci aiuta molto ma nessuno può camminare al posto nostro.

Cosa fare concretamente per rendere viva questa offerta?

1) Smetterla di preoccuparsi per i problemi e affidarli a Dio, sapendo che lui è più in gamba di noi e  non mancherà di risolverli come pare a lui e non come pare a noi;

2) Smetterla di autocondannarsi o di autocelebrarsi, lasciare che il Signore ci guardi per come siamo, pregare perché ci mostri quello che siamo in lui e non secondo il nostro giudizio o quello altrui che il 99% per cento dei casi non è esatto ( a proposito, come fai a sapere di aver rifiutato Dio al momento del concepimento?

3) Alzare lo sguardo ogni tanto da noi stessi per osservare quanto di buono il Signore ci dona ogni giorno.

4) Risposare nel Signore dalle nostre fatiche parlando con lui come si parlerebbe ad un caro amico che sa comprenderci.

 5) Non cercare Dio solo per bisogno ma per amore, amarlo non per ottenere un contraccambio ma perché lui merita di essere  amato. Questa è la vera povertà evangelica.

Spero che questi punti ti siano utili, per me lo sono stati. Io non sono migliore di altri e non faccio prediche a nessuno, ma porto quello che ho sperimentato nella speranza che sia di aiuto ad altri. Abbiamo il dovere di sostenerci l’un l’altro.

Ti saluto caramente e ti auguro ogni bene 

 



 

<">

Gentilissima Stefania,

desidero ringraziarLa e mi perdoni se non l’ho fatto prima perché ho di recente trovato la fede nel Signore.

Non so esattamente chi o cosa (forse tutto, probabilmente c’era già un disegno divino) abbia potuto essere determinante nel mio caso, ma posso affermare, senza ombra di dubbio, che Lei ha avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso di fede.

Che Dio La benedica sempre

G.

 

Ringraziamo Dio, G.. Prega per me e tieni accesa la lampada della tua fede, anche a favore di tanti che ancora cercano Dio.

Stefania

 

<">

Gent. ma Sig.ra Caterina,

 mi chiamo A. e ho letto il suo libro con molto interesse. Mi accingo a scriverle per cercare, di approfondire, alcuni aspetti da lei descritti che hanno suscitato in me delle profonde riflessioni. In verità ho apprezzato anche la tecnica espositiva, molto semplice, chiara e di facile intuizione che permette a tutti di comprendere quanto esposto. Premetto che sono un convinto credente anche se purtroppo poco osservante e molto peccatore, ma la certezza di un Dio, Padre misericordioso che permetterà a tutti i suoi figli di dare il dono della salvezza e una nuova vita è sempre stato dentro di me. Vorrei però chiarire che il molto peccatore è riferito per lo più a comportamenti che un uomo ha nei confronti dell’altro sesso e sicuramente causati dalla mancanza di un sentimento di vero amore…………………………………………………………………………….. Per il resto credo di vivere nella norma. Ritornando alla mia certezza sull’esistenza di Dio, questo convincimento non è dovuto ad una educazione e cultura per lo più cattolica, quanto alla logica considerazione che se non ci fosse una vera e nuova vita dopo questa vita terrena, (fatta di tanta tribolazione) l’uomo stesso, e tutta la bellezza del creato, non avrebbe ragione di esistere. Parlando giorni fa con alcuni agnostici a proposito della lettura del suo libro affermavano in maniera molto semplicistica che l’uomo altro non è che la naturale evoluzione di una specie animale più intelligente e quanto presente in natura è anche questa un evoluzione di atomi, particelle, nuclei, gas. Insomma il famoso brodo primordiale dove chi più ne ha più ne metta. In verità sono stato sempre convinto che tutto il creato è opera di un grande Architetto che ha permesso all’uomo di godere della meraviglie che la natura giornalmente ci offre anche se l’uomo, nella sua incosciente stupidità, non l?ha saputa proteggere e preservare. Concordo pienamente sull’argomento riguardante la presenza di altre civiltà extraterrestri molto più evolute della nostra, in quanto sarebbe veramente un atto di presunzione pensare che in milioni di galassie possa esistere solo la civiltà (o bisognerebbe dire l’inciviltà) del popolo terrestre. D’altronde anche S.Pio, o più recentemente Padre Balducci (nell’intervista riportata anche in alcuni link nel suo sito) e altri rappresentanti della chiesa hanno affermato che la presenza di esseri provenienti da altri mondi più progrediti del nostro potrebbe essere una realtà più che concreta. Vi sono però alcuni passi dei suoi scritti che hanno accresciuto in me i tanti interrogativi che spesso mi pongo sul disegno divino che Dio ha verso di noi. Non di rado ho cercato di leggere dentro me stesso, capire anche attraverso un approfondimento interiore come dovrebbe essere, oggi nel tempo in cui viviamo, il comportamento e lo stile di vita di un individuo credente. Un tempo fatto di grande difficoltà per l’uomo dove il consumismo sfrenato e la continua tentazione è dilagante. Dove pur di ottenere e incrementare i propri profitti economici non si bada a nulla e si travalica ogni forma di moralità. Lei sa meglio di me che in definitiva quello che distingue il giusto dal peccatore è proprio il comportamento che l’uomo assume nei confronti di Dio e nell’amore e rispetto che riesce a esternare verso il prossimo. Ama il prossimo tuo come te stesso: ma quanto il prossimo tuo mette nelle condizioni di amare ? Se un individuo per forma caratteriale è naturalmente proiettato al bene, è predisposto all’amore verso Dio e verso il rispetto del prossimo, quanto la società di oggi lo metterà in condizione di esternare questo suo amore e rispetto comportamentale verso gli altri ? Spesso sono la durezza della vita stessa e le avversità che portano, specie nei soggetti deboli, ad avere atteggiamenti e comportamenti molto discutibili. Se nella società attuale oggi la presenza di satana è più forte che mai, ed è espressa per di più nell’uomo, attraverso un comportamento e una logica dove prevale l’arroganza sfrenata, e il sistema del profitto a tutti costi, anche a danno del più debole. Ecco allora che oggi la presenza di un intervento risolutorio di Dio è necessario e impellente più che mai, per riportare quell’ordine che l’uomo non è stato in grado di raggiungere e che da solo non riuscirà comunque a raggiungere. Oggi il malessere, la violenza l’immoralità e il disagio sociale è presente ovunque. Dall’esistenza di conflitti che per ingordigia di alcuni dittatori riducono alla fame il loro popolo, alla guerra di religione che in nome di un Dio buono, giusto e infallibile, consente ad alcuni scellerati di commettere omicidi, stragi, attentati, seminando morte, dolore e disperazione. Ad una immoralità dove la pedofilia, la violenza sessuale, e le varie forme di sfruttamento della prostituzione, mortificano la dignità e la figura di quest’uomo creato a immagine di Dio. Per ultimo è arrivata anche l’autodeterminazione degli atei dove con slogan e messaggi pubblicitari sbandierano la loro idea sull’inesistenza di Dio. Lei scrive che tutto questo è opera di satana perché l’uomo e il pianeta terra si sono sottomessi alla sua potenza. Ma anche se non sono  tutti gli uomini sottomessi a satana, c’è ne sono tanti altri di buona volontà che combattono il male e la corruzione lottando per un mondo migliore. È  evidente come quest’ultimi sono praticamente impotenti e non hanno la forza per potere condurre questa battaglia impari contro il malvagio. Oggi siamo bombardati da messaggi subliminali dove si vive in una società fatta di schemi dove se non sei, o non hai, sei fuori. Dove vivere secondo alcuni parametri come quelli che indica nel suo libro significa vivere in odore di quasi santità. E credo che di questi santi c’è ne siano molto pochi. Se l’uomo in genere, è predisposto e portato al bene, spesso le circostanze della vita minano duramente la personalità dell’individuo mettendolo in una condizione di disagio che può suo malgrado, a volte inconsciamente, allontanarlo da Dio. A tal fine vorrei essere quanto più chiaro ed esplicito possibile riportandole come esempio alcuni passaggi sulla mia vita quotidiana. Personalmente ho vissuto questa sensazione di allontanamento dai miei canoni comportamentali di credente in quanto alcune sensazioni che ho provato sono state per me sconvolgenti e fuori da ogni logica comportamentale. Vero è che tutto è successo in un particolare momento difficile della mia vita, al limite di una forma di depressione, però è accaduto. È  accaduto a me che non di rado mi mettevo a pregare, (oggi in verità molto meno) o a recitare il Rosario durante la mia attività quotidiana mentre ero in auto o in moto in viaggio per lavoro, o anche durante una semplice passeggiata. Ne cito una per tutte. C’è stato un periodo in cui sentivo il  desiderio di entrare in chiesa per inveire e bestemmiare sfrenatamente verso tutto e tutti (per la cronaca non ho mai bestemmiato e disprezzo ogni forma di bestemmia) Io, che malgrado momenti difficilissimi della mia vita non mi hanno mai fatto dubitare della presenza di un Dio buono e misericordioso. La perdita dei miei genitori ancora in apprezzabile età (62 e 69 anni) in appena sette mesi l’uno dall’altro; non riuscire a raggiungere quella completezza d’amore nell’unione matrimoniale (cosa che per me è sempre stata un grande desiderio e un punto fondamentale della vita di uomo), il subire nel mio lavoro di imprenditore angherie, soprusi e richieste di tangenti che spesso per potere lavorare e andare avanti nel sostentamento quotidiano si è costretti ad accettare. Vedere giornalmente delle situazioni dove la bugia e l’interesse privato travalica ogni regola, porta ad uno sbandamento della ideologia sui veri valori della vita. Poi magari arrivano altre vicende legate a questioni di salute o altre problematiche familiari legati a motivi d’interesse e si perde quella lucidità necessaria a vivere secondo certi canoni di moralità e giustizia sociale. Ho seguito l’insegnamento e la via del perdono, perdonando degli individui che mi hanno circuito facendomi perdere con degli imbrogli e delle falsità per un loro illecito arricchimento, delle ingenti somme di danaro. Ho perdonato altri che per semplice egoismo, ignoranza e stupidità hanno fatto un gran male a me e a persone a me molto care. Lei scrive che le sofferenze e le difficoltà che oggi un individuo vive sono frutto del peccato originale e delle colpe commesse dai nostri antenati. Mi perdoni, ma non posso accettare che ciò abbia un senso logico e reale. Le colpe dei padri ricadranno sui loro figli? Che senso può avere che si debba tribolare per le colpe commesse da un’altra persona ? Se vivendo con un comportamento lecito, cercando quotidianamente di vivere nel giusto e cercando di vivere in armonia e amore, ogni individuo è responsabile delle proprie azioni, che senso ha che debba patire per le colpe commesse da altri ? Non le sembra illogico questo ? Seguendo questo pensiero, una creatura nasce per espiare le colpe di altri: possibilmente durante l’espiazione terrena le tribolazioni lo portano a commettere degli illeciti, quindi viene condannato dai giudici di questa terra a scontare una pena, e quando muore magari finisce all’inferno per avere commesso durante questa vita terrena dei crimini. Mi sembra che c’è qualcosa che non quadra. Questo non è accettabile e mi sembra strano che un Dio giusto e imparziale possa permettere ciò. Tutti vorremmo vivere in un mondo diverso, migliore, dove sia più presente l’amore ed il rispetto per il prossimo, ma sono convinto che l’uomo da solo a causa della sua grande debolezza e incapacità non è, e non sarà in grado di guarire dai propri mali. Così come la chiesa cristiana (con le sue tante contraddizioni) non è in grado di coinvolgere l’intera umanità per prepararla alla seconda venuta del Signore. Lei sa benissimo quante altre religioni esistono al mondo a volte brutali e crudeli dove il fanatismo violento è inteso come un elemento di grande fede. Allora mi spieghi come potrà la chiesa radunare il popolo della terra attorno a se anche rivolgendosi ai più umili ( come le ha detto S.Michele arcangelo a pag. 292 del suo libro) per accogliere la nuova venuta del Signore se non attraverso una nuova e ancora più cruenta guerra santa? Non so proprio e non riesco a capire come ciò potrà essere. Sono dei dubbi e delle perplessità a cui non riesco a dare una logica spiegazione. Probabilmente il bisogno di vivere in un mondo più giusto e ricco di amore e rispetto per il prossimo mi fa dimenticare che il Signore può tutto e che nel suo disegno di ricondurci a lui saprà operare per salvarci dal male dilagante che attualmente ci attanaglia e che non ci fa vivere in armonia con noi stessi e con Dio. Ma dovrà essere Lui a darci il suo potente aiuto in quanto l’uomo da solo anche se col suo (non tanto libero) arbitrio, non sarà in grado di operare per salvare se stesso. Credo che tutti miei dubbi e le mie perplessità provengono dall’aspirazione e il desiderio latente di vivere una vita tranquilla sia sotto l’aspetto lavorativo, allontanando le difficoltà economiche quotidiane e il desiderio di un rapporto matrimoniale colmo di amore, passione e quant’altro possa arricchire l’unione tra due persone. Mi perdoni se l’ho tediata con delle argomentazioni sicuramente per lei banali ma non avendo una visione chiara e certa del disegno divino come la sua, è normale e forse anche logico avere dei momenti di smarrimento dove la domanda (stupida) che spesso ricorre è : cosa aspetta il Signore a venire giù e a mettere le cose a posto visto che noi uomini da soli non siamo capaci ? La ringrazio per il tempo che ha dedicato alla lettura di questa mia mail e permettendomi di chiederle di ricordarmi nelle sue preghiere, mi auguro che voglia rispondere con un suo cenno. Cordialmente le invio i miei più cari saluti  A.

Caro A, permettimi di darti del tu. Grazie per aver letto il libro e avermi scritto. Comprendo il tuo bisogno di capire e la tua giusta preoccupazione di vivere da cristiano in un mondo certamente difficile. Vedi, noi non possiamo far nulla da noi stessi per cambiare le cose neppure dentro di noi. Siamo deboli e la nostra conoscenza di Dio, di noi stessi e degli altri spesso si muove su binari di superficialità, di emozioni, di sentimenti. Questo ci porta ad essere molto reattivi e poco creativi. Il problema del credente è che si sente in dovere di “fare qualcosa per Dio”, mentre è Dio che deve fare qualcosa per noi. Nel libro si parla dell’offerta della vita a Dio attraverso Maria. Vuol dire aprire a Dio le porte della nostra esistenza e lasciare che lui governi in noi ogni cosa, permettendogli di agire in noi e attraverso di noi. E’ tutto diverso quando è Dio ad amare, a parlare, ad agire in noi, a perdonare, a ricominciare. Questo non vuol dire rimanere passivi, ma significare concentrare la propria azione a costruire un’intimità con Dio nella preghiera, nel dialogo profondo con lui, nello smussare gli angoli del nostro essere , nel fare posto all’Altro dentro di noi. Questa è l’opera da compiere, Dio compirà il resto.

Per quanto riguarda le conseguenze del peccato originale e di quello dei nostri antenati, occorre chiarire. Noi facciamo parte dell’umanità come della nostra famiglia. E’ chiaro che i comportamenti degli altri ci influenzano nel bene e nel male. Ne portiamo le conseguenze inevitabilmente. Cosa sarebbe se nel mondo tutti vivessero santamente? Ci sarebbero così tante malattie, guerre  e depressioni? Credo di no. Siamo dunque legati ad un destino comune come membri di questa umanità. Ma questo non significa che non ne possiamo uscire e che siamo inesorabilmente costretti a scontare la colpe dei padri. Questo non l’ho mai scritto. Ho detto invece che anche il peccato dei nostri avi può essere cancellato dalla nostra vita offerta a Dio, e che possiamo spezzare la catena del male che ci avvince se permettiamo a Dio di guidare la nostra vita. Così come Cristo è sceso fino agli inferi così anche noi possiamo con Cristo scendere fino ai nostri inferi per liberare i prigionieri. Ce ne sono molti che attendono.

Come farà la Chiesa a radunare un popolo attorno a sé? Offrendosi al Signore e lasciando che sia lo Spirito Santo a guidarla e non le teorie degli uomini, la religiosità ipocrita, i precetti fatti da uomini. Se ogni credente avrà il coraggio di offrire se stesso molte cose cambieranno nel mondo. Questo è mancato e manca a noi cristiani. Crediamo in Dio ma non lo amiamo fino al punto di fidarci totalmente di lui. E così soffochiamo nel nostro pessimismo. Dio interverrà sicuramente perché l’umanità è giunta quasi al culmine della sua pazzia. Ma sta anche a noi accelerare i tempi, disponendoci ad accoglierlo e testimoniando agli altri la sua vita. Io mi sforzo di fare questo, non vorrei fare altro. Conosco il mio limite ma ho sperimentato anche che la potenza di Dio supera il mio limite. Dio ha il potere di fare quello che io non so fare. Devo solo permetterglielo. Ti saluto caramente

Stefania

 

<">

ciao Stefania,

mi chiamo Vito ho letto il tuo libro e sto rileggendo alcuni capitoli. Per favore potresti aiutarmi a capire come abbandonarmi a Dio?

Come posso donare la mia vita a Dio (se puoi farmi un esempio), e se posso donare la mia vita per i defunti che si trovano nel purgatorio, per guarire le mie radici, per il mio bambino che ha problemi seri di salute e per i bambini che ho visto e conosciuto in ospedale.

Avrei tantissime domande da farti, il tuo libro è meraviglioso, mi ha fatto desiderare Dio.  Grazie mille

Scusami, io non ho mai pregato per te, ma da stasera sarai sempre presente nelle mie preghiere.  ciao

 

 

 

Caro Vito, ti ringrazio per aver letto il libro e per le tue preghiere. In realtà, non esiste un metodo per abbandonarsi a Dio, ma se posso aiutarti ti dirò che cosa significa per me abbandonarmi a Dio. Significa permettere al Signore che ha creato e governa l’universo, di governare anche la mia vita. Questo vuol dire nel concreto arrivare a credere che le sue decisioni per me sono più sensate e intelligenti di tutto quello che io potrei pensare e fare. Abbandonarsi non significa rinunciare ai nostri doveri e alle nostre responsabilità, ma solo permettere che, in ogni situazione della vita,  la parola definitiva spetti a Lui… Quando abbiamo umanamente fatto ciò che dobbiamo fare, offriamo tutto a Dio e rimaniamo nell’attesa dei frutti che sicuramente verranno, ma saranno i frutti dell’azione di Dio non della nostra. Quando si presenta un problema da risolvere, piccolo o grande che sia, il mio atteggiamento è sempre quello di consegnare a Dio le mie difficoltà e pregare per chiedergli la luce, nella certezza che il Signore sa tutto, può tutto e mi ama. Succede che un bel mattino mi alzo ed ho in testa la soluzione senza che mi sia affannata a cercarla, ed è quella giusta. Dio ci ha dato l’intelligenza e la forza per affrontare ogni prova, ma queste agiscono pienamente solo in comunione con Dio che è la somma intelligenza e la somma forza. In definitiva l’uomo che si abbandona a Dio è come una casa che per ricevere la luce deve collegarsi alla centrale elettrica. Dobbiamo cercare di “allacciarci” a Dio. Questo è l’abbandono. Spero di esserti stata di aiuto. Pregherò per te e per il tuo bambino. Un fraterno abbraccio in Cristo

Stefania

 

 

 

 

<">

Carissima Stefania Caterina,

acquistai il Suo libro per curiosità, avendone sentito parlare in termini sostanzialmente negativi e critici altrove. Soltanto in questi giorni il diradarsi di altri impegni mi ha consentito di affrontarne una lettura puntuale,non senza prima, come a me piace fare, averne fatto una veloce scorsa alla ricerca di punti salienti. Mi riservo di scriverLe più diffusamente a lettura ultimata, ma desidero esprimerLe una prima superficiale opinione. Mi pare che le cose che Ella scrive siano fondate su profonda mistica spiritualità e non ho ricevuto l’impressione, per il momento, di avvaloramento di opinioni eretiche, ovvero in sostanziale disaccordo con la Chiesa. Mi permetta di rimanere tuttora perplesso sull’aspetto formalmente ufologico del libro che a me risulta veramente difficile da metabolizzare. Mi riservo comunque di scriverLe di nuovo e di porle questioni intorno alle quali, se riterrà, vorrei Sue spiegazioni.
Per intanto accolga i miei più cordiali saluti e auguri.
Francesco

 

 

Caro Francesco la ringrazio di avermi scritto. Spero che il libro le sia di aiuto. Vorrei chiarirle, per aiutarla maggiormente nella lettura, che il mio libro non contiene aspetti “ufologici” così come è stato da molti presentato. La presenza della vita nell’universo mi è stata mostrata infatti come uno degli aspetti della realtà creata da Dio, che deve essere condotta a Cristo, a lui offerta per entrare pienamente nella redenzione. Personalmente non mi interessa di dimostrare che la vita esista o meno su altri pianeti; a livello personale ne sono pienamente convinta in base a quanto mi è stato mostrato, e comunque ci penserà la scienza a farlo come e quando Dio permetterà. A me interessa piuttosto essere pronta ad accogliere chiunque, extraterrestri compresi, in nome di Cristo, come fratello, testimoniando a tutti, anche a chi è “diverso” da me, la vita e l’amore di Dio, che è Padre di tutti. Penso che alla fine questa sia la missione della Chiesa stessa. In questo senso andrebbe letta la parte del libro che attiene alla vita nell’universo.

La saluto caramente e le auguro buone feste. A risentirci

Stefania

 

 

<">

Carissima Stefania Caterina, mi ripromettevo - e mi riprometto ancora, beninteso ?di scriverti a lettura ultimata del tuo pregevolissimo volume, per sottoporti eventuali dubbi o necessità di chiarimento! Sto usando la seconda singolare! posso? immagino di averne il permesso e continuo. Mi restano da leggere ancora alcuni capitoli.
Sono un lettore lento ed esasperatamente pignolo nel verificare i rimandi di ogni punto. A ciò s’accompagna una quotidianità satura d’impegni che poco tempo a fine giornata concedono. Tuttavia l’approssimarsi del tuo compleanno, che m’ispira a indirizzarti quegli auguri di buon che in tale occasione si usa, e il desiderio di anticiparti il sostanziale apprezzamento che sta accompagnando la mia lettura del libro, mi pungolano a queste righe. Prevedo di risultare prolisso. Mi perdonerai se ti avrò annoiato. Non che non nutra perplessità su particolari punti, pochi del resto, ma riguardo ad essi, come dicevo, mi permetterò di te-diarti più in là.
Comincio con la correlazione tra la tua visione e Medjugorie, la quale tu opportunamente sottolinei e per tempo. Io mi sono scoperto figlio di Medjugorje solo da pochi anni, al termine di un itinerario di vita durante il quale, se dal canto mio ho fatto bella mostra di ignavia, quanto grande è stata la pazienza e la tenacia di Chi ha voluto e vuole guidarmi malgrado tutti i miei errori e le mie infedeltà! Ho detto che mi sono “scoperto” figlio di Medjugorje…………………………………………………………………..
E vengo infine al tuo volume. Ripeto che nel leggerlo ho fissato delle questioni sulle quali in un secondo momento ti vorrò chiedere chiarimenti, ma nel complesso lo trovo di una profondità tale, che certe cose non posso pensare non ti siano state suggerite per via celeste.
Grazie, quindi, per il tuo volume, la cui lettura sento che per me è provvidenziale, provvidenzialmente fatta al tempo giusto.
Ciao.
Francesco

 

 

Grazie, Francesco, per la tua bella testimonianza e per gli auguri di compleanno. Gesù mi ha spiegato che il giorno del compleanno è per ciascuno di noi un giorno speciale. Il cielo festeggia, non nel modo chiassoso e spesso insulso della terra, ma festeggia il dono di una vita che è frutto dell’amore del Creatore. Inoltre, se la persona che compie gli anni è sinceramente donata a Dio, nel giorno del compleanno non solo riceve grazie speciali ma ne ottiene anche, intercede in modo speciale per gli altri. Non è magnifico? La nostra vita offerta a Dio attraverso Maria, diventa un fiore che spande il suo profumo in tutto l’universo.

Mi fa piacere che il libro ti sia di aiuto, mi sembra logico che tu desideri approfondire e capire meglio i punti che ti sembrano più difficili. Perciò ci risentiremo se vorrai. Intanto ti saluto e ti auguro ogni bene.

Stefania

 

 

 

<">

Gentile  Stefania,

 

grazie a Dio per averLe permesso una simile opera e grazie a Lei per averla pubblicata!. Ho letto il Suo libro, anzi, l’ho divorato. Lo sto rileggendo una seconda volta. L’ ho donato a Natale al mio Sacerdote ed alla mia amica. Anche a loro è piaciuto tanto. Ora l’ho consigliato anche ad un’altra amica, che sono sicura, lo apprezzerà. In alcune e-mail ho letto, purtroppo, che ci sono state critiche e non solo. Mi dispiace tanto! Sono convinta che l’argomento non sia “per tutti” solo perchè la maggior parte non è pronta a “comprendere”. Anche Padre Pio è stato a lungo vessato ed anche su Medjugorie ci sono tuttora pareri discordanti. Tempo al tempo…..e molti tremeranno dinnanzi alla grandezza del Padre Eterno.

Il Signore vuole questo e La sosterrà nel cammino. Non si perda d’animo e continui a pubblicare le Sue Opere che ci aprono una finestra azzurra come il cielo in questo mondo color del fango.

 

Con riconoscenza ed affetto,

Mariella

 

 

Grazie Mariella per la tua vicinanza e la tua preghiera. Sono contenta che il libro ti sia stato di aiuto, spero lo sia anche per i tuoi amici. E’ vero ci sono state anche delle critiche ma credo sia inevitabile, visto che ogni persona è e resta un mistero nella sua risposta a Dio e nelle paure che porta in sè. Io non sono una suora ma una semplice laica che si sforza di vivere ogni giorno la chiamata di Dio nella sua quotidianità. Vedo che Dio è sempre pronto ad aprirci spazi immensi se lo vogliamo, se siamo disposti a dargli la nostra vita perchè sia lui a dirigerla verso un fine che è sempre il nostro bene e la nostra autentica felicità. Ti saluto caramente

Stefania

 

<">

Gentile Stefania Caterina, ho letto con piacere e con molta gioia il libro “oltre la grande barriera”, sento molte verità di fede in questo libro, ma volevo chiederle una cosa circa i sacerdoti sposati. Mi ha lasciato un  pò perplesso questo discorso , e volevo chiederle se mi poteva delucidare sul’argomento. I sacerdoti sposati li intende qui sulla terra o nell’era nuova? In Cristo fonte di vita eterna la ringrazio e prego per lei.

Attendo risposta…

Raffaele

 

 

Caro Raffaele, grazie per aver letto il libro e per avermi scritto. La questione dei sacerdoti sposati riguarda, nelle mie esperienze, alcune umanità dell’universo fedeli a Dio, particolarmente quella di Alfa Centauri. Si tratta quindi del loro modo di vivere il sacerdozio in rapporto alla loro originalità e missione. Qui sulla terra il discorso cambia proprio perché diversa è l’esperienza e l’originalità di questa umanità. Se ricordi, a pag. 127 del libro è spiegata proprio questa differenza. Quello che avverrà al ritorno di Cristo non lo sappiamo, ma certo tutto è destinato a cambiare…in meglio naturalmente. Spero di averti risposto. Ti saluto caramente e ti abbraccio in Cristo

Stefania